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LA CHIESA DI SANTA MARIA DEL CAMPO

Affresco Bizantino ritrovato nella chiesa di Santa Maria del Campo

AFFRESCO BIZANTINO

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PLANIMETRIA
GENERALE

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DELLE TOMBE

ALTARE

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LA CHIESA

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PARTICOLARI DELLE TOMBE A MACINA

Durante i lavori di ristrutturazione della chiesa di Santa Maria di Campo, sono venuti alla luce preziosi affreschi bizantini.

La Chiesa è il classico esempio di chiesa rurale che i basiliani costruivano nelle campagne isolate per dare un supporto ai contadini.

L'altare è esposto ad oriente e l'entrata ad occidente; sull'ingresso ci sono poche celle con porte basse e finestre minuscole. L'atrio e composto da tre rozzi pilastri e da una tettoia concentrica costruita con tegole tradizionali. Le dimensioni sono metri 10 per 15. Sulla parete di fondo nel suo interno, vi è l'altare in muratura, mentre sulle pareti laterali sono disposte delle finestre ad un'altezza di mt. 3.00 dal pavimento.

La pavimentazione è in mattoni in cotto di forma romboidale di cm. l5 x 23. Le tecniche usate per la costruzione della Chiesa si rifanno con molta semplicità ai metodi costruttivi dell'architettura bizantina.

Strutturalmente la Chiesa in oggetto è formata da muri in pietrame e da una copertura con capriate in legno.

I muri si rifanno alla normale struttura mista di mattoni e pietrisco usati per tutto il periodo bizantino. che consiste nell'alternare le file di mattoni con pietre di fiume unite con malta, cioè da un miscuglio di calce e sabbia mescolato con materiale inerte, generalmente costituito da frammenti di mattoni o da ciottoli usati in quantità abbondante.

La copertura, formata da una capriata in legno del tipo mediovale, è completata da tegole caratteristiche (coppi); purtroppo durante il corso dei secoli furono apportate delle modifiche facendo perdere le caratteriste originarie.

Durante i lavori di restauro, sotto l'arco dietro l'altarino, sono apparsi degli antichi affreschi bizantini eseguiti dai monaci basiliani durante il dominio greco.

Inoltre, durante lo scavo all'interno della chiesa per trovare la pavimentazione originaria, si e scoperta l'esistenza di un altare interrato, posto sotto quello attuale e di nuovi affreschi sulle pareti in buone condizioni.

L'altarino in muratura, trovato al livello del pavimento originale presenta strutture modeste con base classicheggiante. Il celebrante diceva messa rivolto verso i fedeli. L' altare e sorretto da due pilastrini scanalati posti ai lati di un paliotto su cui e scolpita a basso rilievo una croce raggiata avellana, inserita in un piatto circolare.

All'esterno della Chiesa, nel terreno limitrofo, e venuto alla luce un vecchio pozzo-cisterna annesso alla chiesa, usato probabilmente per la raccolta delle acque piovane e per l'irrigazione dei campi coltivati.I monaci greci in Calabria costruirono chiese e monasteri e la Chiesa in esame e un esempio di architettura basiliana.

Tutte le costruzioni basiliane sono costituite da strutture umili e semplici incastonati negli anfratti dei monti e delle valli e pur nella poverta dei mezzi come ad esempio il pavimento di mattoni rustici. hanno risolto, talvolta con originalita, le esigenze delle strutture monastiche.

Numerosi artisti bizantini furono chiamati a decorare le chiese dell'ltalia meridionale. su invito di monaci o di nobili e alla loro scuola si educarono artisti locali che in molti affreschi non sempre riusciti. imitarono forme e schemi compositivi bizantini.

I modelli bizantini venivano minuziosamente riprodotti dai nostri pittori. in composizioni piu semplici, ma ricchi di forza espressiva.

Gli affreschi della Chiesetta riproducono immagini della Vergine e del Salvatore. secondo l'imperante maniera bizantina.

Le figure sono animate da una fresca plasticità dai morbidi colori che danno vita ad una narrazione particolareggiata. ancora non del tutto portata alla luce.

L’ evidente prevalenza degli stili bizantini si fa notare su tutti gli affreschi della Chiesa.

Le figure dei santi e immagini simboliche sono narrati attraverso gli affreschi raggruppati in episodi di straordinaria efficacia.

In Calabria, dove operavano i monaci basiliani, i modi bizantini, sia pure con accenti provinciali, duravano ancora.

La pittura murale calabrese, rappresentata dagli affreschi della Cattolica di Stilo, da quelli della Chiesa di S. Zaccaria a Caulonia, della Madonna Rumena di Tropea e da tante chiesette basiliane sparse un po' ovunque nel nostro territorio, come la Cripta della Madonna della Sanità a Badolato e la Chiesa di Santa Maria di Campo di S. Andrea, si rifanno sempre alla maniera bizantina che va dal secolo IX al XVI.

I basiliani, profughi, dalla Siria, dalla Palestina, dall'Egitto, dalla Grecia, trovarono asilo nella terra di Calabria nell'VIII secolo.Non costruivano conventi veri e propri ma modesti rifugi per pochi religiosi. I basiliani raggiunsero la loro grandezza nei secoli X e XI e certamente scomparvero verso il secolo XVI.

Le fotografie ed i disegni sono stati gentilmente concessi dall' architetto NUCCIO RENDA, che ha curato i restauri della chiesa

 

Le notizie sono tratte da un' articolo di GIUSEPPE MARIA PISANI

 

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