BRIGANTI (Brigante) : chi, armato, si da alla macchia per derubare e assassinare la gente. Cattivo soggetto; persona disonesta e spregiudicata ». E’ con questa penosa e superficiale definizione, decisamente da rifiutare, che il Sandron, dizionario fondamentale della lingua italiana, dell’Istituto geografico De Agostini, Novara, classifica il sostantivo Brigante.

Furono per primi i francesi di Napoleone, nel 1799, ad indicare con Brigants, tutte le persone che si opponevano alla loro invasione.

I briganti calabresi, sostenuti e incoraggiati dalle armate inglesi, insorsero e si opposero alla politica di conquista dell’imperatore francese. Il successo, però, non arrivò mai. Traditi e abbandonati dagli stessi inglesi, rimasero da soli a combattere un nemico determinato, ben organizzato e assetato di sangue.

Il 4 ottobre 1806, l’odio francese si riversò anche sugli abitanti di S.Andrea ed i rioni si ricoprirono di sangue e di lutto ; 46 Brigants andreolesi furono trucidati, i registri comunali e quelli parrocchiali, bruciati. Di coloro che tentarono di salvarsi con la fuga, alcuni furono ripresi e bruciati vivi, altri scorticati e appesi testa in giù sul tronco di un albero, altri ancora, seguiti e sbranati dai cani mastini. Molte furono le case bruciate e le donne violentate.

I 46 "briganti" furono seppelliti nelle varie chiese distribuite in paese ; una parte di questi, durante la demolizione della chiesa Matrice, nel 1965, perse la pace del riposo eterno e finì nella discarica comunale di Faballino, insieme allo sterro della chiesa e ai rifiuti solidi urbani che allora si scaricavano in quel luogo. Altri cinque : Caterina Calabretta, Elisabetta Lamonaca, Nicola Stillo, Giuselle Mongiardo e Nicola Lamonaca, furono sepolti nella vecchia chiesa di S.Nicola, nei pressi della Grangia dei Certosini. Quando i ruderi di questa piccola chiesa furono completamente rasi al suolo, nel 1976, la sua superficie fu spianata e, ricoperta da un notevole spessore di calcestruzzo, fu, ed è, adibita a parcheggio pubblico ; ultimo oltraggio verso i nostri defunti.

Di tutto ciò, nel 1997, fu avvisata l’Amministrazione Comunale e nessuno si é mai adoperato a rimuovere una tale vergogna; che avvilimento: abbiamo saputo intestare vie e piazze del nostro paese a personaggi a dir poco sconosciuti, ma non siamo stati capaci a dare degna sepoltura a chi, per difendere le piazze e le famiglie del nostro abitato, perse la vita. Ahimè ! Dimenticavo, loro erano sovversivi, briganti, cattivi soggetti, disonesti, ecc.

La vicenda di questi defunti si rivela, ogni giorno di più, come la storia di un fallimento, un fallimento civile e culturale che le future generazioni sapranno certamente valutare e formulare. Commuove, Tommaso Pedio, quando nel suo : " Brigantaggio Meridionale, 1806-1836, afferma : « Guerriglieri sono stati qualificati coloro che in Spagna, nel 1808, si opposero con le armi alle armate napoleoniche e le loro gesta sono state immortalate nelle tele di Francisco Goya. Patrioti sono stati considerati coloro che seguirono nel 1809 Andrea Hofer e il loro canto di guerra è divenuto l’inno nazionale delle popolazioni tirolesi. In Italia Meridionale, invece, chi nel 1806, rispondendo all’appello degli inglesi e a quello del proprio sovrano, si oppose all’invasore, è stato definito e continua ad essere definito brigante ». Amen.

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